Erano tempi bui quelli delle leggi razziali del 1938, quando fu deciso che ventiquattro studenti ebrei e il preside del Liceo Ariosto, Emilio Teglio, non potessero più mettere piede in quelle aule e in quella scuola che per tanto tempo erano state familiari.
E così, come per tanti altri studenti in tutta Italia, i banchi rimasero vuoti ed ebbe inizio un dramma che portò alcuni di loro a perdere la vita nei campi di concentramento.
Una tragedia immane che ha segnato il Novecento e che con il passare del tempo rischia di diventare sempre più sfuocata e distante. Sono sempre meno, per questioni anagrafiche, i sopravvissuti che possono testimoniare direttamente.
Una di queste è Edith Bruck, protagonista di un toccante documentario, “Edith”, che rientra tra le iniziative in programma in occasione della giornata della memoria del Liceo.
Gli ulivi nel cortile della scuola, una lapide su una parete e i nomi di quegli studenti che vengono scanditi e ripetuti perché non siano mai dimenticati: tutto questo rende particolarmente sentita la giornata della Memoria nel nostro Istituto e ci spinge, ogni anno, a ricordare con una particolare sensibilità e partecipazione emotiva.
Gli studenti, i docenti e il dirigente scolastico, Domenico Marcello Urbinati, tutti insieme si uniranno infatti idealmente con quei ragazzi e il loro preside, vittime di un provvedimento che ancora oggi suscita profonda indignazione.
Martedì 27 gennaio si comincia alle 8:10 con il prof. Roberto dall’Olio che leggerà proprio i nomi degli studenti e una poesia di Edith Bruck. Poi verrà proiettato il documentario con la toccante testimonianza della Bruck, sopravvissuta all’Olocausto.
Nella seconda parte della mattinata, a partire dalle 10:15, il prof. Girolamo De Michele terrà un intervento in Atrio Bassani dal titolo “Il profeta insistente, Raphael Lemkin, l'uomo che inventò la parola genocidio”.
Tutto questo con un obiettivo preciso: ricordare, indignarsi e riflettere in modo che quello che un tempo è accaduto non si ripeta mai più.
