Colori che rompono il silenzio: ritratti e voci di donne afghane.
Shamsia Hassani in mostra al Liceo Ariosto

 

Voglio colorare i brutti ricordi della guerra sui muri e se coloro questi brutti ricordi, la cancello dalle menti delle persone. Voglio rendere famoso l’Afghanistan per la sua arte, non per la sua guerra.

È con queste parole che Shamsia Hassani spiega il significato della sua street art le cui rappresentazioni saranno in mostra temporanea al Liceo Ariosto dal 23 al 27 novembre grazie alla collaborazione con Cittadini del Mondo e Biblioteca Popolare Giardino che ne hanno promosso la realizzazione.

La tecnica del graffito viene scelta dall’artista afghana per il suo essere democratica, nei costi e nell’immediatezza comunicativa. Il messaggio visivo arriva a tutti senza bisogno di parole, senza bisogno di traduzione, semplicemente camminando per le strade e alzando gli occhi sui muri. Il contrasto cromatico e simbolico è ricorrente e di grande impatto: al nero e al buio dell’oppressione si oppongono colori vividi, agli occhi chiusi slanci di vitalità e richiami a una musica di libertà. Protagoniste sono le donne, le più penalizzate da un regime che impedisce di parlare e di esprimere la propria identità.

La mostra, organizzata dalle studentesse e dagli studenti del Liceo che faranno anche da guida ai visitatori interni, sarà allestita negli spazi aperti dell’Istituto in modo da garantirne una immediata fruibilità. Il percorso sottolineerà la denuncia della violenza, ma anche il messaggio di speranza in una possibile rinascita attraverso un’arte che resiste.

La presentazione ufficiale è prevista giovedì 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un’altra voce femminile si aggiunge nella lotta contro le disuguaglianze.