Una notte del ’43 vengono uccisi dai fascisti 11 cittadini ferraresi, come rappresaglia per l’assassinio del Federale Igino Ghisellini. I loro cadaveri verranno lasciati davanti al muretto del Castello Estense per tutta la mattina.

Ferrara ogni anno non dimentica quel 15 novembre e quell’eccidio. A non dimenticare è anche il MEIS, il Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (https://www.meisweb.it/) che promuove un progetto di memoria storica rivolto alle scuole della città estense a cui ha aderito anche il Liceo Ariosto.

Giovedì 26 novembre p.v., dalle ore 10:00 alle ore 12:00, quattro classi quinte (5F-5M-5S-5V) parteciperanno a distanza all’evento organizzato con il sostegno dell’Ufficio Scolastico Territoriale e il Prefetto di Ferrara che aprirà i lavori della giornata.

Il collegamento racconterà i luoghi simbolo dell’eccidio attraverso una introduzione che mostrerà alcuni brevi video significativi a cui seguiranno alcuni interventi di testimoni e di persone che conservano più vivo il ricordo dell’evento. Nella seconda parte dell’incontro saranno gli studenti stessi a essere protagonisti con le loro domande e i loro interventi.

Sarà dunque un’occasione per affrontare il tema del rispetto degli individui, fra i valori portanti della Costituzione e dell’educazione civica. E il Liceo Ariosto, scuola di Giorgio Bassani, che ha raccontato proprio questo eccidio in Una lunga notte del ’43, ancora una volta dimostra il suo impegno a non dimenticare.